L’obiettivo progettuale è stato quello di restituire leggibilità e dignità all’impianto originario, preservandone i caratteri storici e materici, senza rinunciare a un aggiornamento funzionale degli spazi abitativi e delle aree esterne.
L’intervento ha riguardato il recupero delle facciate, il riordino degli spazi interni e la rifunzionalizzazione delle aree pertinenziali, con particolare attenzione al rapporto tra architettura e giardino. Le ampie aperture ad arco rivolte verso l’esterno sono state valorizzate per rafforzare la continuità visiva e funzionale tra gli ambienti interni e il paesaggio circostante.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è stata la completa ridefinizione del giardino. Lo spazio esterno, in origine frammentato, caratterizzato da una vegetazione cresciuta in modo disordinato e da superfici pavimentate in cemento prive di una chiara qualità compositiva, è stato trasformato in un sistema unitario e coerente, nel quale percorsi, aree verdi e superfici pavimentate dialogano con l’architettura esistente. La pavimentazione esterna è stata integralmente sostituita mediante la posa di lastre a correre in beola bianca, materiale scelto per la sua capacità di inserirsi con naturalezza nel contesto storico e paesaggistico, conferendo continuità, luminosità e pregio agli spazi aperti.
Elemento centrale della nuova composizione è la piscina, inserita con discrezione all’interno del giardino e progettata come parte integrante del paesaggio. Le nuove pavimentazioni in beola bianca, le sistemazioni a verde e i muri di contenimento contribuiscono a costruire un equilibrio tra memoria storica e contemporaneità, migliorando la qualità degli spazi aperti senza alterare il carattere del luogo. La presenza dell’acqua introduce un nuovo fulcro percettivo e funzionale, valorizzando il rapporto tra l’edificio e il giardino e offrendo una lettura più ordinata e armonica dell’intero complesso.
Il risultato finale è un intervento che coniuga conservazione e innovazione, restituendo all’edificio una nuova vitalità e instaurando un rapporto più equilibrato e consapevole con il giardino e con il contesto storico del monastero confinante. L’opera dimostra come un’attenta progettazione possa valorizzare le preesistenze architettoniche, migliorare la qualità degli spazi abitativi e reinterpretare il paesaggio in chiave contemporanea, nel pieno rispetto della memoria dei luoghi.